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Inter e settore giovanile...sognando il Martins della difesa

Da diversi anni il settore giovanile dell’Inter si è autoinvestito di un missione chiara: creare giocatori per la serie A, più che squadre che giochino da ‘grandì per vincere tornei di relativo valore. Nel reparto arretrato occhio a Marco Andreolli e a Nicolas Giani, a centrocampo grandi aspettative per il franco-tunisino Belaid, mentre per l’attacco è in arrivo il nuovo Ibrahimovic...

Un serbatoio destinato a raccogliere talenti pronti per la prima squadra. Non soltanto vittorie. Il settore giovanile dell’Inter è uno dei vivai che nelle ultime stagioni ha incassato i risultati migliori. Dal 2002 uno scudetto, un Torneo di Viareggio, due finali tricolori e una finale di Coppa Italia. Oltre ad altri due piazzamenti in semifinale sempre alla Coppa Carnevale e in Coppa Italia. Insomma un marchio di garanzia. Ma la cosa che più conta rimane il numero di giocatori portati sul palcoscenico che conta. E delle ultime due generazioni fanno parte già alcuni elementi che possono ambire a un ruolo da protagonista. Il primo in assoluto è Obafemi Martins (1984), seguito a ruota da Goran Pandev (1983, Lazio), ma non bisogna neppure scordare Alessandro Potenza (1984) che dopo aver vissuto una stagione da titolare con il Parma si sta guadagnando molta considerazione anche al Chievo. I tre sono in pianta stabile nel campionato di serie A nonostante la giovane età, ma sono soltanto la punta di un iceberg fatto di promesse che in casa nerazzurra si augurano possa farsi notare al più presto. Intanto si lavora già per il futuro.

E stavolta si punta forte sui difensori. Se il primo approccio con il professionismo di Paolo Hernan Dellafiore, classe 1985, sta fornendo dei risultati molto incoraggianti nella sua esperienza con lo Spezia in serie C1, sono altri due i ragazzi che stanno emergendo dalla Primavera. Si tratta di Marco Andreolli e Nicolas Giani. Entrambi classe 1986. Quest’ultimo si sta già affacciando in prima squadra, tanto da essere stato convocato in più di un’occasione da Roberto Mancini. E’ un difensore centrale mancino che ha nella duttilità la sua arma migliore. Può giocare anche da esterno sinistro, ma è stato impiegato a lungo anche nel ruolo di centrale in mezzo al campo, in virtù delle sue qualità caratteriali oltre a quelle tecniche.

Sono in molti però ad essere pronti a scommettere sul futuro di Andreolli. Il difensore centrale veneto ha tutte le qualità per emergere. Un fisico da corazziere, la capacità di giocare sempre a testa alta, una buona tecnica individuale. E ovviamente è insuperabile nel gioco aereo. Oltre a un cervello che gli consente di restare concentrato sul calcio, badando anche alle altre cose importanti di un ragazzo appena maggiorenne. Una su tutte la scuola. Nato a Ponte dell’Olio il 10 giugno 1986, ha iniziato a tirare i primi calci a un pallone all’età di 4 anni. Suo papà lo accompagnava quasi quotidianamente al campetto vicino casa per assecondare il suo desiderio di giocare al calcio. A 6 anni, però, lo ha iscritto in una formazione di un quartiere di Padova dove Marco avrebbe potuto allenarsi e giocare con altri suoi coetanei. Anzi, a dire il vero ha sempre dovuto giocare con bambini più grandi non essendoci la categoria Pulcini. E così ha dovuto subito militare tra gli Esordienti, giocando in un campo a undici. Altri due anni prima dell’iscrizione a un camp estivo del Padova. Marco ha sempre avuto qualità che impossibili da trascurare e è stato subito inserito nel vivaio rossocrociato. Ha iniziato la sua avventura come centrocampista prima di essere arretrato sulla linea dei difensori a causa dell’eccessiva abbondanza in mezzo al campo. Nella sua storia giovanile al Padova Andreolli ha raggiunto per ben due volte la semifinale del campionato nazionale Allievi, ma ha visto infrangersi i sogni di gloria contro Lecce e Milan.

Poi il trasferimento all’Inter. Il primo anno non è stato semplice. Marco si è dovuto calare in una nuova realtà lontano dalla famiglia. E poi a un livello superiore con la Primavera. Gioca senza troppa continuità. Ma quest’anno le cose cambiano. Dopo una partenza a ritmo ridotto a causa di problemi fisici, torna disponibile per il Torneo di Viareggio dove si conferma uno dei migliori difensori centrali del panorama nazionale. E non è un caso che Andreolli sia titolare proprio della Nazionale Under 19 che sta inseguendo il sogno europeo e che a fine maggio tornerà in campo per cercare la qualificazione alla fase finale continentale. Il suo destino appare segnato. Sua mamma ha giocato in serie A a pallacanestro così come altri membri della famiglia. Fino a 12 anni ha disputato gare di sci con ottimi risultati. E soprattutto non intende mollare la scuola. Anzi il suo sogno è poter giocare a calcio, ma anche ottenere la laurea in architettura. Per il momento si deve accontentare di giocare in Primavera, avendo avuto poche opportunità di mettersi in mostra davanti a Roberto Mancini proprio a causa dei problemi fisici che hanno condizionato l’inizio di stagione.

E così il tecnico di Jesi sta maggiormente valorizzando Giani. Un giocatore che si sta imponendo all’attenzione generale, non soltanto quella nerazzurra, tanto da aver ricevuto anche alcune chiamate dalla Nazionale Under 19 per quanto abbia dovuto declinare l’invito proprio per gli impegni con la prima squadra. A testimonianza che con un po’ di pazienza e altrettanto coraggio l’Inter del futuro potrebbe trovare in casa propria un buon nucleo di difensori in grado di fornire garanzie in difesa senza dover ricorrere al mercato. I nomi sono già sul tavolo: Potenza, Dellafiore, Andreolli e Giani. Tutti intenzionati a restare in nerazzurro e a costruire una carriera che possa seguire le orme di campioni del passato prodotti dal settore giovanile. Proprio come chiedono i tifosi.

Intanto si stanno valutando anche i ragazzi più giovani che stanno mostrando avere un potenziale interessante. E il nome che viene alla mente è quello di Tijani Belaid. Classe 1987, nativo di Parigi, doppio passaporto (francese e tunisino), il centrocampista dell’Inter ha impressionato per la personalità e le qualità tecniche. Fino alla scorsa estate ha militato in un club dilettantistico della capitale transalpina prima di essere scovato da Pierluigi Casiraghi, attento osservatore nerazzurro. Insieme a Piero Ausilio è riuscito a portarlo in Italia in compagnia di altri due suoi connazionali: Loic Lumbilla (1987) e Jonathan Begora (1988). Belaid è il giocatore che ha mostrato i maggiori progressi. Partito con la Berretti ha subito mostrato di avere le qualità per fare il salto di categoria. E nonostante sia salito di grado rimane il secondo miglior marcatore tra gli Juniores. Non certo perché si tratti di un bomber ma per le sue eccellenti qualità balistiche in occasione dei calci piazzati. Il franco-tunisino è un giocatore dal fisico eccellente con le tipiche caratteristiche del centrocampista moderno. Bravo a impostare, ma con la determinazione indispensabile per dare anche una mano in fase di interdizione. E poi, come detto, dispone di ottimo calcio. Gli ingredienti ci sono tutti ora starà al diretto interessato far diventare il tutto un piatto succulento. E cercare, magari già dal prossimo anno, di imporsi definitivamente a livello nazionale. Per il momento si sta affacciando alla ribalta internazionale, grazie alle convocazioni con la Nazionale tunisina.

Un percorso simile, almeno in chiave interista, è stato compiuto anche da Luca Palazzo (1987) che il prossimo anno farà coppia proprio con Belaid in mezzo al campo. Anche se quest’ultimo ha maggiori propensioni di intenditore che non di regista. Per il momento entrambi stanno facendo dell’apprendistato sotto l’attenta guida di Bernazzani, ma anche di Dino Marino (1985) il centrocampista più talentuoso che si è già affacciato a livello di prima squadra. Marino è una scommessa. Il fisico non gli dovrebbe consentire di arrivare a far parte di una rosa prestigiosa come quella nerazzurra anche in futuro, ma il talento tecnico non manca. Vedremo…

Sempre nel giro della Berretti, ma di un anno più giovane (1988) anche il portiere più promettente del vivaio interista. Si tratta di Paolo Tornagli, nativo di Garbagnate, che ormai naviga nel giro delle Nazionali giovanili da diverso tempo. Il prossimo anno potrebbe addirittura puntare a un posto in Primavera. E sempre in tema di Nazionali, un altro giocatore è atteso alla definitiva consacrazione. Ma in questo caso si tratta di un giovanissimo. Infatti John Livinton Ocorò è stato appena convocato dalla Nazionale Colombiana Under 17 per il Sudamericano che si disputerà dall’1 al 17 aprile a Maracaibo in Venezuela. Classe 1989, attaccante brevilineo, rapido e con eccezionali qualità tecniche, Ocorò si è già messo in vista con la maglia nerazzurra nelle ultime stagioni, tanto da essere assiduo frequentatore delle categorie superiori. Spesso ha giocato con ragazzi più grandi. E anche in questo campionato non ha fatto eccezione. Lui che dovrebbe militare con gli Allievi Regionali, ha già vestito la casacca dei Nazionali allenati da Fabio Calcaterra, trovando anche il gol. Ora avrà l’opportunità di una vetrina che gli consentirà di mettersi in mostra davanti al mondo intero. Restando tra gli ’89 sono da menzionare altri due ragazzi che fanno parte della Nazionale Under 16 guidata da Berrettini. Si tratta di due difensori: Andrea Delledonne e Andrea Mei, quest’ultimo arrivato la scorsa estate dalla Vis Pesaro.

Insomma l’Inter resta un settore giovanile di grandi prospettive che possiede giocatori di valore, ma non potrà permettersi di fare passi falsi. Intanto, per l’immediato futuro, è già stato fatto un investimento. Infatti, la prossima estate, arriverà in nerazzurro uno svedese di origini croate. Si tratta di Goran Slavkovski. Classe 1989 è stato definito il nuovo Ibrahimovic e non soltanto per la provenienza, ma anche per un fisico che sfiora già l’1.90 e qualità tecniche fuori dal comune. Oltre al fatto che ha iniziato a tirare i primi calci a un pallone nella stessa squadretta del giocatore della Juventus. Vedremo cosa saprà fare al suo arrivo in Italia. Per il momento il suo biglietto da visita parla di oltre 200 gol segnati nelle giovanili svedesi. Basteranno?



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