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Magazine / Tecnica e tattica

Coerver Coaching Perchè in Italia e perchè ora


COERVER COACHING

PERCHE’ IN ITALIA E PERCHE’ ORA

Non c’è trasmissione sportiva o addetto ai lavori che non esalti oramai la tecnica di base ed il calcio al di fuori dei nostri confini. Peregrinando in diverse parti del mondo ci si può rendere conto a che ritmo avanzano i progressi calcistici del pianeta intero ed in particolare nelle nazioni dove storicamente abbiamo sempre pensato fossero arretrati.
Se è vero che tutti stimano i tecnici italiani per le conoscenze tattiche, è anche vero che proprio per il nostro tatticismo ci tacciano di non insegnare il gusto e la qualità del calcio.
Forse è arrivato il momento di guardarci dentro, ed in modo non isolato dalle dinamiche che guidano ed indirizzano la crescita dei nostri giovani nel contesto della società in cui viviamo.
Per anni strada ed oratorio hanno involontariamente indotto un ottimo allenamento delle capacità coordinative e della tecnica in generale. Una condizione determinante a tal punto che negli anni 80 la scuola di pensiero ci ha indirizzato al puro gioco ed allenamento in situazione.
Senza mai dubitare il valore della proposta, per molti motivi, credo che nella realtà storica in cui ci troviamo non basti più.
Ora siamo obbligati a pensare cosa sia meglio fare e cosa recuperare del passato senza che le mode diventino un modo integralista di vivere.
Per questo motivo abbiamo storicamente rivalutato, approfondito ed adattato il metodo del Coerver Coaching nella realtà italiana.




UN INCISO SUL METODO
Nessuno ha l’arroganza e la presunzione di affermare che è la panacea e ricetta per ogni male. Allo stesso modo non si può negare la validità che consiste nel fatto che sia intrinseca:
- Programmazione
- Misurabilità
- Rispetto delle caratteristiche fisiologiche
- Rispetto delle caratteristiche psicologiche
- Valore addestrativo della ripetizione
- Ricerca dell’abitudine al lavoro, regole ed applicazione (forse il problema educativo generazionale più impellente da risolvere).



IL DECORSO STORICO
Il tempo è tale di accostare ogni proposta al momento storico in cui ci troviamo ed abbiamo il dovere di andare oltre il semplice esercizio ricercando anche una intrinseca filosofia di vita, di regole e di ritorno al piacere dell’applicazione ed alla conseguente motivazione del miglioramento dell’individuo. Questo non precluderà certo il gioco e le motivazioni giocose. Sarà la centralità del giovane ad indirizzare la miscela con un istruttore vicino ed all’interno dell’azione propria dei giovani calciatori.


TESTIMONIANZE
Proprio perché non siamo spinti dalla pura presunzione di avere la ricetta, ci siamo sforzati di andare oltre le esperienze di grandi tecnici del calcio che hanno operato all’estero, raccogliendo altri supporti come messaggi del mondo educativo e sportivo che si preoccupano della crescita giovanile.
Con un comportamento defilato da puri osservatori abbiamo voluto così raccogliere qualche STRALCIO DI TESTIMONIANZA che potesse indurci a pensare che la strada intrapresa avesse una valenza positiva ed un senso formativo.



AMBITO TECNICO

* Dichiarazione di ALBERT CAPELLAS, coordinatore tecnico del futbol base del Barcellona. Direttamente dal sito del Barcellona.
< I ragazzi devono imparare a prendersi la responsabilità tecnica e caratteriale di toccare la palla e costruire il gioco interpretando il calcio in modo creativo e offensivo>

* Articolo pubblicato sul bimestrale dell’Associazione Allenatori di calcio (settembre – ottobre 2008) e riportato sul sito Web “Check up calcio”. Articolo di Roberto Scandroglio:
…….il livello del gioco del calcio sta progressivamente peggiorando. La causa principale risiede a mio avviso nella mancanza da parte di molti allenatori di un serio lavoro sui ragazzi sui fondamentali di base già nelle fasi iniziali della preparazione calcistica………

* Nello stesso articolo il parere è confermato con citazione alle opinioni dell’ex giocatore di serie A Pierluigi Buratta e dell’ex Consigliere federale del Settore tecnico, l’allenatore Bruno Bolchi. Affermano questi che almeno da una quindicina di stagioni gli allenatori dei settori giovanili hanno abbandonato l’insegnamento della tecnica.

* Nello stesso articolo si fa riferimento al “Clinic Psicomotricità – Milano 2000” dove è emerso che l’atmosfera ludica non può e non deve ledere la componente tecnica dell’intervento educativo, ma deve rinforzarla.

* Estratto dal Comunicato ufficiale n°20 22/11/06 – F.I.G.C. Comitato Prov. Treviso. Relazione del Prof. Fulvio Fiorin: …………. Il calcio ha subito una forte evoluzione a livello tattico non supportata da un adeguamento dei metodi d’allenamento della tecnica…….

* Dal sito Web provvstudireggioemilia.it Dall’archivio Studi del Provveditorato agli studi Reggioemilia. Prof. Rosario Mazzeo: ……… La ripetizione è per l’uomo operazione vitale……L’uomo ha bisogno di conferme nella percezione e nell’affezione al reale e queste sono garantite alla ripetizione……

* Dal sito Web dell’Accademia del giglio. I due metodi storici per l’apprendimento del linguaggio sono il “situazionale” ed il “nazionale funzionale”. Il progetto di lingue nuove è l’integrazione dei due metodi. OSSERVAZIONE personale è che questa riflessione ha valore se assimiliamo l’apprendimento in generale nei suoi processi logici cognitivi, emergono molte similitudini al principio d’apprendimento dell’attività motoria.

* Fonte: giornalista sportivo Tiziano Crudeli. Spesso espresso tra le righe dei suoi editoriali sportivi e negli interventi nelle trasmissioni sportive: Nel gioco del calcio è fondamentale l’istruzione della tecnica di base, ad ora troppo spesso trascurata. Il valore di questa non è solo di valenza sportiva ma nella sua applicazione come abitudine alla fatica ed all’applicazione. Valori che nel nostro tempo troppo spesso risultano assenti.

* Dalla trasmissione di RAI 3 “90° minuto” Sabato 16/01/2010. A seguito di considerazioni sui Campionati professionistici italiani, l’allenatore professionista Gigi Cagni afferma in diretta televisiva: “I giocatori giovani arrivano dai settori giovanili impreparati e con grosse lacune tecniche obbligando gli allenatori di prima squadra a dovere insegnare tutto”.

AMBITO SALUSTISTICO PSICOLOGICO

* Dal sito Web settoregiovanile.figc.it Tratto dagli atti del Convegno sul dribbling “Dai grandi per diventare grandi”.
Relazione di Alberto Cei: …….ricerca sui giovani calciatori italiani ho riscontrato che coloro che sono più orientati a migliorare la loro prestazione individuale sono molto più motivati ad imparare/migliorare le competenze tecnico/tattiche rispetto a coloro che hanno come scopo prioritario la vittoria. …….

* Nel valore delle parole di un grande campione del calcio che fa dell’applicazione la continuità e qualità delle sue prestazioni calcistiche. Da intervista a Clarence Seedorf su Gazzetta dello Sport del 2/1/10: ….se creiamo un mondo dove tutti hanno più conoscenze, vivremo un’esistenza migliore….

* Da articolo della Gazzetta dello Sport del 4/1/10. Rubrica “La salute prima di tutto”: Il gioco del calcio può essere un ottimo antidepressivo………Gli studiosi hanno messo a punto una serie di allenamenti in campo abbinandoli a una particolare psicoterapia cognitivo-comportamentale, costruta su frequenti metafore calcistiche……..i giovani che avevano seguito questo programma hanno mostrato una diminuzione dei sintomi depressivi…..



AMBITO SOCIOLOGICO E PEDAGOGICO
* Dai trattati di S. Ignazio di Loyola (fondatore della Compagnia di Gesù) su insegnare ed apprendere: …..Occorre ripetere spesso e partendo dai vari punti di vista la stessa materia, in modo da procedere a spirale, cioè per apprendimento continuo e non per salti. …….La ripetizione conferma lo studente in ciò che ha appreso e rende possibile una assimilazione profonda e una dimestichezza che certamente incoraggia e gratifica lo studente nell’apprendimento compiuto. La ripetizione inoltre aiuta ad approfondire affettivamente ciò che si è appreso. ……

* Dal sito Web educalcio.it Convegno Benedetto Acquarone di Chiavari. Promosso dalla F.I.G.C. regione Liguria ed A.I.A.C. del Tigullio. Relazione di Don Alberto Gastaldi, Responsabile diocesano della Pastorale Giovanile: <Oggi si parla di emergenza educativa in Italia, ma di risposta anche un ritorno alle regole>

* Dalla trasmissione RAI Radio 1 “Torre di Babele” del 31/12/1009
Gli ospiti, pedagogisti e sociologi, parlando del mondo giovanile attuale hanno espresso alcuni concetti molto vicini al momento educativo che offre lo sport.
Attualmente manca l’abitudine alla fatica, presente ancora in chi viene da altre parti del mondo. I giovani extracomunitari ce l’hanno per necessità. Ora i nostri giovani non si applicano più con costanza in particolare nello studio, desiderano solo tempo libero e gioco. Se non recuperiamo questi valori con ogni mezzo (diciamo noi ad esempio lo sport), tra 7/10 anni la nostra società avrà abbassato il rendimento generale sotto ogni aspetto.
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