Magazine / Tecnica e tattica
Obiettivo contrattacchi veloci: allenare la squadra a ripartire
Analisi ed esercitazioni tecnico-tattiche per l’organizzazione e l’allenamento della squadra
di Andrea Pagan
Allievi Nazionali del Cittadella Calcio. Diplomatosi Allenatore di base nel 2005, Pagan
ha allenato le categorie allievi e juniores nel settore giovanile dell’Albignasego (CND),
del Sottomarina Calcio (Cat.Eccellenza VE), due anni nella categoria allievi del
Noventa Calcio (Cat.Eccellenza PD), oltre ad aver svolto l’esperienza di allenatore in
seconda degli allievi nazionali del Padova Calcio nella stagione 2005/06. Per la rivista
allenatore.net ha pubblicato diversi articoli, compresi i mesocicli di due annate
complete relative alla categoria allievi.
Transizione (dal latino transitionis e, a sua volta, dal verbo transire, "passare")
indica un passaggio da una condizione (o situazione) ad un’altra.
Nel calcio il termine transizione viene associato con l’aggettivo "negativo" se
si passa velocemente da una situazione di possesso palla a una di non
possesso, mentre si ha transizione "positiva" se avviene il contrario; cioè
se si riesce a recuperare palla e ripartire velocemente in fase offensiva.
Questa seconda transizione è il tema che tratteremo in questo articolo.
Analizzando, approfondendo e sviluppando tutti i contenuti al fine di
ottenere un efficace modo di lavorare su questo importantissimo aspetto.
Prima di entrare prettamente nell’analisi tecnico-tattica della
transizione positiva e di come allenare efficacemente questa fase è utile fare
delle considerazioni primarie - non prettamente calcistiche - su cosa è
possibile avvenga a livello mentale sia nei singoli giocatori che nell’intera
squadra in questo momento delicato e determinante della partita.
Tutti nel corso della vita affrontano o hanno affrontato di continuo momenti
positivi e momenti meno positivi (o negativi) modificando di conseguenza il
proprio agire in relazione alla positività o negatività dell’evento.
Si chiama “reazione” ovvero si reagisce (risposta attraverso un’azione) in base
a quello che succede.
Nel calcio - e soprattutto nella fase di transizione, succede la stessa cosa.
Se si recupera palla il momento è favorevole e mentalmente si è più
propositivi, viceversa quando si perde palla pochi riescono a reagire
immediatamente alla situazione cercando di rimediare.
Per questo la transizione positiva è una fase molto più semplice e favorevole da
allenare ma non per questo più facile.
Non si deve dare nulla per scontato, anzi; mentalmente si è più propositivi
(è vero) ma non sempre appropriatamente efficaci.
Quante volte abbiamo avuto buone occasioni per ottenere cose importanti e
non si è stati pronti a sfruttarle: la transizione positiva va vista allo stesso
modo.
Spesso una squadra, un singolo giocatore recupera palla ma non ha le
idee ben chiare su quali scelte o azioni compiere: l’obiettivo è appunto quello
di capire come allenare questa fase e soprattutto come sfruttarla in modo
efficace compiendo scelte importanti.
Finora si è parlato di transizione, un termine che è possibile considerare
“moderno” nel calcio ma in pratica la transizione non è altro che l’inizio di un
momento che nel calcio esiste da sempre: “il contropiede”!
Questo termine non è oggi molto più diffuso perché si è trasformato in
“ripartenza”.
Quali differenze ci sono tra questi due termini?
“Nel calcio si definisce contropiede un'azione offensiva impostata in
maniera repentina, dopo aver interrotto un'azione offensiva avversaria, senza
dare all'avversario il tempo di riorganizzare il proprio schieramento
difensivo”.
E la ripartenza non è la stessa cosa?Praticamente sì. Però al giorno d’oggi
dire contropiede significa affibbiare ad una squadra un termine difensivo
ovvero di squadra che pensa soprattutto a difendersi e solo in alcuni
momenti della partita ad attaccare.
Invece quando si parla di ripartenze si pensa ad una squadra molto
organizzata, che sa difendersi in modo organizzato e costruisce la propria fase
offensiva anche dal modo di difendersi.
Quindi entrambi i termini indicano un’uguale azione di gioco ma
rappresentano due distinti “stili” di gioco.
Allora, recuperata palla (transizione positiva), dobbiamo organizzare la fase
offensiva con una ripartenza o con un contropiede: a voi la scelta!
Primo punto importante è la zona dove si recupera palla.
Se la palla viene recuperata dal portiere la squadra avrà davanti a sè circa 100
metri da conquistare; se è un difensore ad effettuare il recupero si parlerà di
70/80 metri circa; se sono i centrocampisti circa 50 metri e infine
per gli attaccanti lo spazio mancante si restringerà a circa 30 metri.
Ovviamente sono distanze indicative anche il relazione al tipo di gioco scelto.
Per esempio, se la squadra organizzasse la propria fase difensiva
con una pressione alta dei propri attaccanti la linea difensiva potrebbe
trovarsi nella zona di centrocampo, quindi i difensori recupererebbero palla
a circa 50 metri dalla porta avversaria.
Altro fattore fondamentale che si deve valutare sono le caratteristiche dei
giocatori. Giocatori di grande corsa garantiscono soluzioni diverse da altri
tecnicamente più importanti ma che non fanno dell’aspetto condizionale un
fattore decisivo.
Quindi ogni allenatore dovrà “adattarsi” ai propri uomini e organizzare la
transizione positiva rispettando questi due fattori: zona di recupero ed
ottimizzazione delle caratteristiche dei giocatori.
Ultimo aspetto: la disposizione avversaria.
Sfruttare una transizione positiva con una situazione di superiorità numerica è
decisamente diverso dalla parità o, addirittura, inferiorità numerica.
Tutti questi aspetti condizionano di molto le scelte del mister e della
squadra.
Recuperata palla le scelte in linea di massima sono due: attaccare
immediatamente l’avversario per cercare di finalizzare a rete prima
possibile o gestire il possesso per costruire la propria manovra offensiva
con una serie di passaggi.
Spesso noi allenatori non diamo molta importanza a questa fase e lasciamo
che siano i giocatori in campo a gestire in modo libero questi momenti molto
importanti della partita.
Ovviamente non significa per forza dover di converso schematizzare e
obbligare i giocatori a sviluppare giocate prestabilite ma comprendere
come cambierebbe la fase offensiva se la squadra potesse avere più soluzioni e
soprattutto se fosse abituata,
attraverso un allenamento mirato, a fare scelte importanti in riferimento alle
diverse situazione di gioco che si presentano.
Ecco riassunto l’obiettivo desiderato:creare una didattica di lavoro che
migliori la capacità - mentale e tecnica - dei giocatori di operare scelte in
riferimento ai 3 aspetti sopra elencati.
Un’ultima cosa prima di iniziare.
E’ preferibile suddividere in due letransizioni positive e
contraddistinguerle per le loro differenze: cercate o improvvise.
Transizioni positive cercate sono quelle in cui la squadra, schierandosi in un
determinato modo, è riuscita a condizionare l’errore avversario e quindi
ha recuperato palla con un sistema efficacemente provato e studiato,
facilitando lo sviluppo della transizione stessa e della successiva azione
offensiva.
Al contrario una transizione positiva ma improvvisa si verifica quando gli
avversari hanno commesso un errore non provocato direttamente dalla
squadra (solitamente un passaggio sbagliato o un gesto tecnico eseguito
male) inibendo perciò la medesima organizzazione della situazione
precedente - dove l’errore era provocato con la squadra pronta alla
ripartenza-. Tuttavia anche in questo caso i giocatori devono sapere come
comportarsi avendo potuto ricevere delle linee guida su come scegliere la
giocata più efficace.
IL PERCORSO PRATICO SUL CAMPO
Come per qualsiasi altra cosa si voglia fare il metodo più efficace è quello di
partire dal semplice per poi arrivare al complesso; quindi il lavoro partirà da
esercitazioni base dove saranno impiegati pochi giocatori per poi
passare a lavori più complessi nei quali si impiegheranno uno o più reparti.
E’ giusto precisare che sulle transizioni si è già scritto e soprattutto pubblicato
molto, tanto che proporre cose nuove è assai difficile. Si consiglia quindi di
consultare anche altre pubblicazioni molto utili ed interessanti (lette e
praticate dallo scrivente) come ad esempio l’interessante pubblicazione di
Maurizio Viscidi. Testi e video molto completi che hanno offerto idee e
spunti significativi per la stesura di questo articolo.
Situazione di gioco di 1vs1, A
contro B.
A può contare sull’aiuto di A1 che si posiziona fuori dal campo pronto ad
entrare appena A diviene in possesso di palla: obiettivo del gioco quello di
penetrare in guida della palla all’interno della porticina.
1° step: si gioca un A contro B in modo semplice, quindi i due giocatori si
passano palla.
Al segnale del mister il giocatore in possesso diventa attaccante e l’altro
difensore; se A parte in possesso potrà decidere se sfruttare la collaborazione
di A1 o l’azione solitaria, al contrario se in possesso si trovasse B, A dovrà
difendere con attenzione e recuperare palla per ripartire sfruttando l’aiuto di
A1. Si gioca con il fuorigioco quindi A1 dovrà rimanere molto attento quando
entra sul campo e muoversi senza palla facendo attenzione alla posizione di B.
2°step: stesse modalità di gioco ma con A1 che, se B si trovasse in possesso
palla, può entrare in campo aiutando A e cercare di recuperare palla per
sviluppare un’azione offensiva di ripartenza.
Situazione di gioco di 1vs1, A
contro B.
A può contare sull’aiuto di A1 e A2 che si posizionano fuori dal campo pronti ad
entrare non appena A entra in possesso di palla. B può contare sulla
collaborazione difensiva di B1.
Obiettivo del gioco quello di penetrare in guida della palla all’interno della
porticina.
1°step: A e B si giocano palla. Al segnale del mister il giocatore in
possesso palla funge da attaccante e l’altro da difensore; se in possesso si
trova A i due compagni A1 e A2 possono entrare sul campo e,
ovviamente, anche B1 può seguire il movimento di A1.
Si viene quindi a creare una situazione di 3vs2 a favore dei giocatori A.
Giocando con la regole del fuorigioco,
A1 e A2 dovranno valutare attentamente quali movimenti fare e A
in possesso dovrà scegliere la giocata più efficiente in riferimento alla
situazione di gioco determinatesi.
Se in possesso si trovasse B, si effettuerà il lavoro svolto nello step 2
della prima esercitazione. A1
raddoppierà aiutando A nel recupera della palla; recuperata palla si ripartirà
con l’entrata sul campo di A2 e B1.
2°step: Se in possesso si trovasse B, B1 potrà entrare subito sul campo
costringendo A1 e, questa volta, anche A2 a ripiegare per recuperare palla e
ripartire.
ESERCIZIO N.3 (Fig.3)
Situazione di partenza 1vs2, A
contro B1 e B2.
A può contare sull’aiuto di A1 e A2 che si posizionano fuori dal campo pronti ad
entrare appena A entra in possesso di palla. B può contare sulla collaborazione
difensiva di B1.
Obiettivo del gioco quello di penetrare in zona difensiva avversaria e fare gol
di prima.
1°step: A, B e B1 si giocano palla. I giocatori B decidono quando dare il via
al gioco, quindi uno dei due (in figura B1), guida palla fino alla zona difensiva
di A; qui scarica palla al giocatore A che da’ il via all’azione di ripartenza,
sfruttando la collaborazione di A1 e A2 che dovranno muoversi sempre in
riferimento alla posizione del giocare B per non andare in fuorigioco. B1 invece
dovrà ripiegare immediatamente dopo aver scaricato palla.
I giocatori A hanno l’obiettivo di penetrare in zona difensiva e segnare
utilizzando un solo tocco dentro la zona, l’azione finisce quando la palla esce dal
campo.
2°step: il via all’azione in questo caso la decide il mister. Al suo segnale la
squadra in possesso può partire in fase offensiva; quindi se la palla si trova nei
piedi del giocatore A si determinerà una situazione di 3vs2 con l’entrata sul
campo di A1 e A2, invece se la palla si trova nei piedi dei giocatori B o B1, A
dovrà difendersi temporeggiando e aspettando il ripiegamento dei due
compagni. L’azione finisce quando la palla esce dal campo.
Variante: stesse modalità con un giocatore di più per squadra; si avrà
una situazione di 4vs3. (Fig.4)
ESERCIZIO N.4 (Fig.5)
Esercitazione situazionale.
In uno spazio di 60x45 (poco più di una metà campo) 4 difensori devono far
circolare palla cercando di far pervenire il pallone attraverso un passaggio
filtrante ai due centrocampisti centrali che si trovano dietro una linea posta in
prossimità della zona centrale del campo.
5 giocatori (3 attaccanti e 2 interni di centrocampo) dovranno muoversi in
riferimento alla palla e cercare di neutralizzare le linee di passaggio
intercettando palla e ripartendo in situazione di 5vs4 con l’obiettivo di
eseguire un passaggio filtrante per un giocatore che nel frattempo si è inserito
in zona difensiva avversaria.
Se i 4 difensori riescono a servire i propri centrocampisti, si crea una
situazione di 2vs1 contro il mediano avversario che dovrà temporeggiare
aspettando il resto della squadra che può ripiegare velocemente cercando di
recuperare palla e attaccare gli avversari.
Variante: togliere la zona difensiva e permettere qualsiasi modalità di
conclusione.
Altra variante: si possono inserire i due esterni bassi che entrano sul campo
solo quando si recupera palla intercettandola; si crea quindi una
situazione di 7vs4.
ESERCIZIO N.5 (Fig.6)
Esercitazione situazionale.
Con le stesse modalità dell’esercizio precedente, in uno spazio di 60x45
(poco più di una metà campo), 4 difensori devono far circolare palla
cercando di far pervenire il pallone attraverso un passaggio filtrante ai due
centrocampisti centrali che si trovano dietro una linea posta in prossimità
della zona centrale del campo.
5 giocatori (3 attaccanti e 2 interni di centrocampo) dovranno muoversi in
riferimento alla palla e cercare di neutralizzare le linee di passaggio
intercettando palla e ripartendo in situazione di 5vs4 con l’obbligo di
sviluppare l’azione offensiva nella zona opposta da dove si è recuperato palla e
con l’obiettivo di eseguire un passaggio filtrante per un giocatore inseritosi in
zona difensiva avversaria. Se i 4 difensori riescono a servire i propri
centrocampisti, si crea una situazione di 2vs1 contro il mediano avversario che
dovrà temporeggiare aspettando il resto della squadra che può ripiegare
velocemente cercando di recuperare palla e attaccare gli avversari.
Variante: togliere la zona difensiva e permettere qualsiasi modalità di
conclusione.
Altra variante: si possono inserire i due esterni bassi che entrano sul campo
solo quando si recupera palla intercettandola, quindi si crea una
situazione di 7vs4.
ESERCIZIO N.6 (Fig.7-8-9)
Gioco a tema.
Due squadre si affrontano all’interno di un campo con le zone difensive
delimitate. L’interno del campo viene suddiviso in due metà campo.
Ogni squadra può sviluppare una giocata offensiva in due modi.
Primo, costruendo il proprio gioco e cercando la conclusione con la
collaborazione dell’attaccante posto dietro la linea difensiva avversaria,
quindi possesso palla manovrato e passaggio filtrante con sostegno
offensivo e conclusione solo su scarico della punta (il gol vale 1), (Fig.7).
Secondo sviluppando la transizione e recupero del pallone attraverso un
contrasto o intercetto e successivo sviluppo della manovra offensiva
immediata con altre modalità di conclusione. Se la giocata avviene
immediatamente dal giocatore impossessatosi del pallone, l’attaccante
potrà ricevere e concludere a rete o in alternativa servire un compagno
entrato in zona difensiva (il gol vale 2), (Fig.8); se invece il giocatore che ha
recuperato palla la passa ad un altro compagno posizionato in posizione più
favorevole per servire la punta (quindi più passaggi per arrivare alla punta) si
dovrà segnare solo su scarico della punta (come nella prima modalità, il gol
vale 1) (Fig.9).
Infine un paio di esercizi sulla conclusione a rete un po’ diversi dai
soliti, quindi con modalità diverse e soprattutto cercando sempre di
abbinare gli aspetti tecnici e tattici a quelli mentali; valutazione e decisione
nel più breve tempo possibile. A voi la fantasia di crearne altri.
ESERCIZIO N.7 (Fig.10-11)
Esercitazione situazionale per la finalizzazione rapida sfruttando la
superiorità numerica.
Si crea nella zona di trequarti campo (a metà tra il centrocampo e una porta)
un quadrato di dimensioni variabili in riferimento al livello di impegno fisicoatletico
che si intende far raggiungere ai giocatori. Si consiglia di limitarne le
dimensioni per facilitare la riuscita del gioco.
6 giocatori si dividono in 3 gruppi da due di colore diverso. 4 si posizionano
negli angoli (Fig.10) o nei lati (Fig.11) e 2 all’interno, come fosse un
classico torello; gli esterni hanno l’obiettivo di effettuare più punti
possibili in un determinato tempo.
Il punto si effettua con un passaggio in diagonale (Fig.10) o da un lato a
quello opposto (Fig.11).
Gli interni invece se riescono a recuperare palla devono sviluppare
immediatamente verso la porta del colore che ha commesso l’errore, quindi
(Fig.10) il rosso, tentando di fare punto, si fa intercettare palla da un blu
che riparte immediatamente con il proprio compagno e l’aiuto dei due gialli
creando una situazione di 4vs2.
Conclusa l’azione i rossi ritornano all’interno del quadrato fino alla fine del
tempo prestabilito.
Alla fine tempo si conteggia quale gruppo è riuscito a segnare di più. Il
conteggio avviene con le seguenti regole: gol 2 punti, passaggio regolare
nel torello -1 punto.
Utilizzare tutte e due le modalità di posizionamento degli esterni.
