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Magazine / Tecnica e tattica

Come arginare una rimonta avversaria.

Idee e mosse strategiche per risolvere la situazione: testo rielaborato dal libro “Strategia e tattica di gara” di Luca Prestigiacomo.

di Stefan Chiancone




DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE

Stiamo affrontando una normale partita di campionato in cui la nostra squadra si
trova in vantaggio con più goal di scarto, l’avversario non demorde e riesce ad
accorciare le distanze. Cosa fare? Come aiutare la squadra in un momento di
difficoltà ed evitare che l’avversario compia la rimonta?

Occorre preventivamente evidenziare che in questo caso la situazione è rimediabile
al contrario di una condizione ben più compromessa come quando ci si trova in
svantaggio con più goal di scarto.
Naturalmente starà ai nostri giocatori cercare di non mollare e di lottare con
tutte le forze al fine di annullare questa rimonta.

La situazione di difficoltà che deriva dal tentativo di rimonta avversario è
provocata da due fattori:

• Dalla spinta offensiva del rivale che non molla la presa nemmeno
sotto di 2 o più goal;
• Dalla perdita di concentrazione da parte dei nostri giocatori che,
forse, hanno sentito troppo prematuramente il risultato in
tasca.

Possiamo dire che il primo fattore rende merito alla squadra avversaria che sta
dimostrando un gran carattere e una grande capacità di non demordere.
Il secondo fattore ci fa invece denotare che la squadra ha adottato un
comportamento sbagliato, smettendo cioè di giocare. Questa situazione si è
creata dal fatto che il risultato sembrava ormai già al sicuro; tutto quanto detto
fino a ora testimonia una mancanza di mentalità vincente nei giocatori, quindi
nella squadra stessa.
Il fatto che il vantaggio si riduca genera o comunque può generare dei diversi stati
d’animo nelle squadre.

Tali stati d’animo ampliano le possibilità che si producano sul campo questi
atteggiamenti:

• Il rivale crede sempre di più di riuscire a portare a buon fine la
rimonta; la squadra si esprime con determinazione e convinzione e
darà tutto per poter centrare l’obiettivo;

• La nostra squadra invece sarà sempre più intimorita e in preda al
panico per la paura di non portare a casa un risultato di una partita
che si era messa in nostro favore.
Diciamo quindi che la partita dei nostri giocatori in queste situazioni è
caratterizzata da due aspetti psicologici:

• La perdita di concentrazione che
aiuta la rimonta del rivale;

• La successiva paura e impotenza nei confronti della rimonta
avversaria, relativa al fatto di non riuscire a conseguire una vittoria
che sembrava certa;
Parlando sempre del discorso mentale è anche chiaro che più tempo manca e più
difficile è stare tranquilli e non farsi prendere dal panico. Più difficilmente può
accadere che la rimonta avversaria sia originata da un evidente e improvviso
crollo atletico.
Tatticamente la situazione vede la nostra squadra costretta nella propria metà
campo, in difficoltà nell’effettuare con precisione ed efficacia tutte quelle
manovre difensive che ci consentono di opporci alle azioni offensive
dell’avversario. In fase offensiva invece, successivamente alla riconquista palla, vi
è un incapacità nel mantenere il possesso e nel ripartire a causa del
pressing e dell’aggressività dei rivali.


MOSSE PER RISOLVERE LA SITUAZIONE

E’ possibile notare che per risolvere questo tipo di situazione è importante e
necessario intervenire prima di tutto sull’aspetto psicologico. E’ fondamentale
quindi agire alle prime avvisaglie, bisogna essere bravi a leggere in maniera
tempestiva “certi” momenti, e non quando la situazione è ormai già critica.
I fattori sui quali l’allenatore deve andare a lavorare sono:

• Psicologico;
• Tattico;

Psicologico
Anche se il divario resta considerevole al primo goal che si subisce bisogna attuare
un’azione comunicativa verso la squadra e dare quindi la classica svegliata. Si deve
intervenire con continui incitamenti, chiedendo di applicare con attenzione massima gli schemi offensivi e difensivi.
Quando ci troviamo in una situazione già di criticità, e quindi la rimonta avversaria è già a buon punto, occorre assumere un
atteggiamento deciso e severo, ma che sia anche comprensivo, tenendo conto quindi delle difficoltà che i giocatori hanno
davanti. L’intervento del tecnico in queste situazioni deve essere attuato in maniera
tale da non innervosire ancora di più i giocatori.
Egli deve quindi tranquillizzarli chiedendogli di non fare caso al risultato.
Sono invece da evitare assolutamente atteggiamenti negativi e che possono
trasmettere nervosismo ed insicurezze alla squadra.
Uno degli errori che la squadra può fare è quello di mettersi totalmente sulla
difensiva, dando quindi libero sfogo alla manovra avversaria. La richiesta di
pressing da parte dell’allenatore potrebbe invece rappresentare per i giocatori in
difficoltà uno sfogo importante per la tensione che hanno. Riguardo alle
situazioni in cui manca ancora molto alla fine della gara (parliamo quindi di una
situazione ancora più critica), possiamo cercare di far prendere convinzione ai
giocatori che la situazione può essere a nostro favore in quanto, se cambiamo
atteggiamento c’è ancora molto tempo per poter chiudere la gara.

Tattico
Per agevolare il rendimento psicologico l’allenatore può anche effettuare delle
modifiche tipo:

• Sostituire i giocatori più scossi e in difficoltà dal punto di vista
psicologico e fisiologico;
• Per aiutare la fase difensiva inserire un altro mediano con
abilità di ruba palloni;
• Per migliorare la fase offensiva invece far subentrare in campo un
attaccante di peso che riesca con la bravura nel proteggere la palla
ad alzare il baricentro di tutta la squadra e di farla salire quindi;
• L’allenatore può chiedere alla squadra, in conseguenza degli
aggiustamenti derivanti dai cambi effettuati, di essere più compatta e
di accorciare quindi le distanze fra i reparti di difesa ed attacco;
Una ulteriore arma a disposizione del tecnico è quella di modificare il modulo al
fine di semplificare la contrapposizione difensiva (es.se gli avversari giocano con
4 attaccanti può essere opportuno optare per la difesa a 5) e dare tranquillità alla
squadra.
Una ulteriore arma è quella di delineare gli sviluppi offensivi tali da mettere in
difficoltà la retroguardia avversaria (es.se gli avversari sono passati alla difesa a tre
è possibile schierare una punta centrale e due ali decentrate).
Sperando che la partita si concluda con un risultato positivo, consigliamo
all’allenatore di risolvere questo calo psicologico nelle settimane successive
parlando con la squadra, e facendo attuare esercitazioni che insegnino ai
giocatori a gestire queste situazioni di difficoltà.
Di seguito abbiamo inserito tre esercitazioni che potrebbero rivelarsi utili
nell’insegnamento alla risoluzione di questi problemi.

Esercitazione n°1
In questa esercitazione si tratta di eseguire degli sviluppi di gioco a partire
dalla rimessa del portiere (fig.1). I giocatori rossi per arrivare nella metà
devono superare gli avversari che pressano passivamente (accorciano sul
possessore ma non possono contrastare attivamente e la riconquista è consentita
solo a seguito di intercetto).
Ciò da modo alla squadra di apprendere gli sviluppi di gioco in zona difensiva in
forma facilitata.
Nella metà campo offensiva i gialli diventano invece attivi e la situazione di
gioco è reale.
L’allenatore durante lo sviluppo dell’azione dei rossi nella metà campo
difensiva (appena avverte una certa familiarità nella gestione della sfera), ha
la facoltà di inserire un secondo pallone sul quale le due squadre giocano
attivamente, ricreando una situazione tipica di gara (rossi che devono superare
il pressing dei gialli per conquistare la metà campo offensiva e,
successivamente, finalizzare la manovra).
Al termine delle varie azioni si riparte sempre dal portiere verso cui è stato
effettuato il tiro. Ciò alterna le due squadre nei vari sviluppi offensivi e difensivi.


Fig. 1


Esercitazione n°2
Questo esercizio può essere utile per allenare la mentalità dei difendenti rossi a
stare compatti, essere aggressivi e pronti a ripartire portando fuori la palla
Numericamente parlando si gioca un 5+2>4 in un quadrato di dimensioni 25 x
25. I giocatori gialli esterni al quadrato devono effettuare un possesso palla
sfruttando la collaborazione dei due giocatori gialli nel quadrato. Mentre i
cinque giocatori esterni non possono essere attaccati dai rossi, i due giocatori
che si trovano dentro il quadrato possono essere attaccati. La palla per passare da
un giocatore esterno a un altro esterno deve passare obbligatoriamente dentro il
quadrato. Dopo due minuti si cambiano i due gialli nel quadrato con due esterni.
Se i giocatori gialli riescono ad arrivare a un certo numero di passaggi (che può
variare in relazione alla difficoltà che stabilisce l’allenatore) conquistano un
punto. Se invece i giocatori rossi riescono a conquistare la palla devono guidarla
fuori dal quadrato cercando di non farsela togliere dagli avversari (Fig. 2).





Esercitazione n°3

In questa esercitazione si allena la riconquista palla (nell’esempio da parte
dei rossi). Appena i rossi riescono a conquistare la sfera, l’obiettivo è quello
di raggiungere la metà campo avversaria attraverso verticalizzazioni
manovrate atte a superare la pressione attiva da parte degli avversari. Finita
l’azione le parti si invertono (fig.3).





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