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Come si diventa direttore sportivo

Il ruolo di direttore sportivo rappresenta una delle professioni più ambite all’interno di un comparto, quello calcistico, che anche in tempi di crisi continua a macinare fatturati importanti. Per ricoprire il ruolo occorrono doti manageriali di buon livello, estrema professionalità e una formazione del tutto specifica.

Il direttore sportivo, infatti, è una figura che deve conoscere nel dettaglio il valore tecnico di un giocatore, ma anche saper comprendere nel modo più congruo il suo valore di mercato per poterlo sfruttare appieno e riuscire alla fine della stagione a far quadrare il bilancio.

Le trattative in cui viene impegnato, infatti, devono tenere nel giusto conto una lunga serie di variabili e riuscire ad incastrare al meglio le tessere di quello che potrebbe essere considerato un puzzle. Il suo compito, in effetti, non è soltanto quello di riuscire a formare una rosa di valore, ma anche di farlo rispettando le compatibilità finanziarie (vedi fair-play finanziario), ovvero cercando alla fine di trarre il meglio dalle risorse a propria disposizione. 

Alle trattative di calciomercato deve anche aggiungere quelle riguardanti i rinnovi contrattuali e tenere nel debito conto le esigenze dell'allenatore.

In definitiva si tratta di una vera e propria figura manageriale che però si ritrova spesso ad operare sotto la lente d'ingrandimento di una stampa, quella sportiva, assetata di notizie da dare giorno dopo giorno alle schiere di tifosi appassionate di calcio. Proprio per questo rappresenta una professione ambita, ma molto circoscritta. 

Per diventare direttore sportivo di una società di calcio, occorre seguire un iter ben preciso, il cui primo passo è la partecipazione all'apposito corso realizzato ogni anno a cura della Federazione Italiana Gioco Calcio, presso la sua sede di Coverciano. Va però puntualizzato come esso non sia aperto a tutti, ma soltanto a chi può vantare un curriculum all'interno del calcio nazionale. Una attività pregressa non solo in funzione di giocatore, ma anche come collaboratore nell'indirizzo tecnico o come allenatore. E' insomma necessario aver fatto parte dell'ambiente calcistico per un consistente numero di anni. Il corso è solitamente preceduto dall'emanazione di apposito bando da parte della federazione e prevede un numero chiusp di posti, da suddividere in due indirizzi, tecnico e amministrativo. 

A questo prerequisito, vanno poi aggiunti altri requisiti assolutamente necessari,

* cittadinanza italiana,

* compimento del venticinquesimo anno di età,

* il titolo di licenza media inferiore per coloro che intendono candidarsi per l’indirizzo tecnico-amministrativo.

* il titolo di licenza media superiore per coloro che intendono candidarsi per l’indirizzo sportivo.

 

Una volta terminato il corso, consistente nell'ultima edizione in 96 ore di lezioni suddivise in sei settimane, i candidati dovranno sottoporsi ad un esame finale, superando il quale si vedranno rilasciare un diploma, grazie al quale potranno a loro volta iscriversi all’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi. La partecipazione al corso prevede una quota di iscrizione, attualmente fissata a 2500 euro. 

Una spesa e un impegno che possono però essere abbondantemente ripagati, se si considera che il guadagno di un direttore sportivo si attesta su una base minima di centomila euro all'anno, destinata a lievitare vertiginosamente in base al livello raggiunto.