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Johan Cruyff

Johan Cruijff è uno dei più grandi miti del calcio mondiale di ogni epoca. Nato ad Amsterdam il 25 aprile del 1947, a dieci anni entra a far parte dell'Ajax iniziando un addestramento tecnico che lo porta a sviluppare doti mai viste prime in un calciatore del suo Paese. Proprio grazie al lavoro fatto in questo periodo, che lo aiuta anche a superare i limiti derivanti dalla gracilità fisica, riesce a farsi trovare pronto quando alla guida tecnica dell'Ajax arriva Rinus Michels, inaugurando una nuova epoca, quella del calcio totale, di cui proprio Cruijff diverrà il più luminoso esempio. La straordinaria tecnica di base si accoppia in lui a capacità di corsa mai viste prima in un giocatore della sua classe, se non in Valentino Mazzola, il leader del Grande Torino perito nella sciagura di Superga. Proprio questa caratteristica ne fa il prototipo ideale per il nuovo modulo di gioco di Michels. Attaccante di movimento, riesce a coprire una zona di campo vastissimo, fungendo in pratica da regista, per poi andare a concludere l'azione o a rifinire per il compagno meglio piazzato.

Gli sportivi italiani iniziano a conoscerlo nel 1969, nella notte in cui il Milan vince la sua seconda Coppa dei Campioni, al Santiago Bernabeu. In quella serata l'astro nascente deve inchinarsi alla classe di Gianni Rivera, ma ormai è iniziata l'ascesa dell'Arancia Meccanica, questo il soprannome affibbiato al calcio olandese, destinato a dominare negli anni successivi nelle competizioni eurpee

La sua consacrazione avviene ai mondiali del 1974 giocati in Germania, quando conduce la sua nazionale alla finalissima poi persa contro i padroni di casa guidati da Beckenbauer. Ai successivi Mondiali del 1978 in Argentina non prenderà parte: in un primo momento motivò la decisione con il rapimento che lui e la sua famiglia subì a Barcellona e con il fatto di voler  boicottare l'evento nel paese in cui vigeva la dittatura dei generali.  Tuttavia qualche anno dopo nel corso di un'intervista concessa al canale televisivo Sky affermò invece che la decisione fu dettata dalla mancanza di motivazioni a vestire la maglia degli Orange.

Nel frattempo Cruyff passa al Barcellona, approfittando della riapertura delle frontiere sancita nella Spagna in piena transizione dal franchismo alla democrazia. I catalani si trovano in un periodo non eccelso e proprio grazie a lui e all'altro olandese Neeskens, tornano a dominare il calcio iberico e a riproporsi ad alti livelli internazionali. E' al Nou Camp che viene coniato il soprannome di olandese volante, quando riesce a segnare una rete in sforbiciata di tacco.

La sua epopea come calciatore, coronata da tre Palloni d'Oro, termina in pratica nel 1978, quando a causa di problemi ambientali abbandona il Barcellona e appende gli scarpini al chiodo. Tornerà comunque a calcare i campi prima negli Stati Uniti, nelle file degli Aztecs di Los Angeles, e poi in patria, all'Ajax e poi al Feyenoord, ove chiuderà addirittura da libero, prima di intraprendere la carriera di allenatore. La sua seconda vita inizia ancora una volta all'Ajax, ove riesce a vincere la Coppa delle Coppe, riportando i lancieri sulla ribalta internazionale da cui mancavano proprio dalla sua cessione. Ancora una volta, nel 1988, è il Barcellona a richiamarlo, per rimettere a posto una squadra che dopo il suo addio non è più riuscita a ripetersi, se non nel 1984-85. Appena arrivato ricostruisce le fondamenta e raggiunge risultati mai ottenuti da nessuno, vincendo quattro volte la Liga in otto anni e portando i catalani al trionfo per la prima volta nella Coppa dei Campioni del 1990-91, in finale a Wembley contro la Sampdoria. Lascerà nel 1996, a causa dei gravi problemi di salute derivanti da una serie di infarti, tornando in seguito ad occuparsi della selezione catalana, nel 2009. Fra le sue molteplici esperienze, anche un breve passaggio in Messico, in veste di direttore generale del Chivas, squadra della massima serie centroamericana. Nell'ottobre 2015 annuncia di avere un cancro ai polmoni.

Palmares

Da giocatore

Campionato olandese: 9 di cui 8 con Ajax ed 1 con Feyenoord

Coppa d'Olanda: 6 di cui 5 con Ajax ed 1 con Feyenoord

Campionato spagnolo: 1 con Barcellona

Coppa di Spagna: 1 con Barcellona

Coppa dei Campioni: 3 con Ajax

Supercoppa UEFA: 1 con Ajax

Coppa Intercontinentale: 1 con Ajax

Trofei Individuali

Pallone d'oro: 1971, 1973, 1974

Calciatore olandese dell'anno: 1984

Capocannoniere della Eredivisie: 1966-1967 (33 gol), 1971-1972 (25 gol)

MVP del Campionato NASL: 1979

 

Da allenatore

Coppa d'Olanda: 2 con Ajax

Coppa di Spagna: 1 con Barcellona

Campionato spagnolo: 4 con Barcellona

Supercoppa di Spagna: 3 con Barcellona

Coppa dei Campioni: 1 con Barcellona

Coppa delle Coppe: 1 con Ajax, 1 con  Barcellona

Supercoppa UEFA: 1 con Barcellona

Trofei Individuali

Allenatore dell'anno World Soccer: 1987

Panchina d'argento: 1990-1991

 

Premio Onze al miglior allenatore europeo dell'anno: 1992, 1994