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Spirito di squadra, la chiave del successo

Quanto può influire lo spirito di gruppo sul rendimento della squadra?
“Credo che nel calcio non si debba per forza di cose essere amici per ottenere, di fatto, dei risultati, quanto piuttosto sia necessario fra tutti il reciproco rispetto e la stessa unità d’intenti nel voler raggiungere l’obiettivo comune prefissato.” (Fontana, portiere del Chievo Calcio).

La coesione riflette la tendenza di un gruppo a rimanere unito per raggiungere gli obiettivi che sono stati stabiliti.
“La metodologia, lo stile di lavoro e di gioco, devono essere chiari a tutti e non soltanto al capo. Molti concepiscono il gioco di squadra come: "io penso, loro eseguono. E chi non esegue non possiede spirito di squadra ". Le vere squadre non sono così. Il ruolo dell'allenatore consiste nel saper costruire un gioco in collaborazione con i giocatori"; così parlava Julio Velasco in una recente intervista.
Anche se un giocatore è bravissimo avrà sempre qualcosa in cui non eccelle; tramite il gioco di squadra si riesce a far emergere il meglio di ognuno, facendo fronte ai suoi difetti con le qualità di un altro. Un gioco di squadra che non fa questo applica una tattica sbagliata. Inoltre continuando a frenare i pregi di un individuo, alla lunga, questi si stacca dalla squadra.

Lo spirito di squadra é influenzato dalle seguenti variabili:

- la fiducia della squadra : una caduta della fiducia può causare una diminuzione dello spirito di squadra
- il leader della squadra
- l'abilità dell’ allenatore .

Un grande allenatore non fa muovere un giocatore secondo le proprie intenzioni, ma insegna ai giocatori a muoversi per conto loro. L'ideale assoluto viene raggiunto nel momento in cui l'allenatore non ha più nulla da dire, perché i giocatori sanno già tutto quello che c'è da sapere. Tutti devono conoscere, oltre alla tecnica, la tattica.
L’allenatore ha un ruolo di potere. Deve essere in grado di assumersi sulle proprie spalle i rischi. La tattica deve essere condivisa da tutti, anche tramite un’ambiguità.
Se non c'è accordo tra tutti, entra in gioco il capo: decide lui, perché non si può vivere nel conflitto.
Il gruppo è qualcosa di più e di diverso dalla somma dei suoi membri: ha una struttura propria, fine e relazioni particolari.
La coesione è il grado di condivisione delle norme e dei valori tra i membri, è il grado di manifestazione di caratteristiche personali simili tra i membri, che fanno diminuire la distanza interpersonale e aumentano la comunicazione empatica.
Uno spogliatoio unito rende il centrocampo tonico, mentre uno spogliatoio in subbuglio fa mancare alla squadra coesione ed altruismo creando un centrocampo più permissivo nei confronti degli avversari.
Abbiamo parlato del leader .
Il leader può essere facilmente un giocatore o più raramente un dirigente. Nel caso in cui l'allenatore non veda e non riconosca il leader, possono facilmente verificarsi motivi di disarmonia nella squadra. E’ in ogni modo abbastanza frequente che nell'allenatore si riassumano entrambe le leadership ed è certamente la situazione più conveniente. Ciò, tuttavia, non toglie che la leadership della funzione possa essere nella figura dell'allenatore e la leadership della relazione sia rappresentata, invece, da un giocatore di grande personalità e, nonostante tale dicotomia, la squadra possa godere di notevole armonia, poiché allenatore e leader, anziché scontrarsi per ogni minimo motivo, cercano di capirsi e rispettarsi per operare insieme.
Ci sono in genere 4 diversi tipologie di leader :

Il leader comunicativo . E’ colui che è orientato al processo, colui che ha parole di riconoscimento per l’impegno, che ascolta senza esprimere giudizi.
Aiuta il gruppo a divertirsi e a rilassarsi ed interviene a risolvere conflitti o il mancato coinvolgimento da parte della squadra. Aiuta gli elementi del gruppo a riconoscere meglio le risorse con cui possono contribuire al miglioramento.

Il leader provocatore . E’ orientato al confronto e mette spesso in discussione gli obiettivi del gruppo. Incita al rischio e parla chiaro anche quando le sue opinioni sono contrarie a quelle del gruppo. Dichiara con onestà i progressi della squadra e i problemi da affrontare. Denuncia attività non etiche per il gruppo.

Il leader contributore . E’ orientato alla mansione. Fornisce al gruppo le più complete informazioni possibili. Porta a termine tutti i suoi incarichi e incita il gruppo ad ottenere elevati livelli di performance e ad utilizzare adeguatamente le proprie risorse. Inoltre fornisce al gruppo presentazioni chiare, concise ed utili.

Il leader collaboratore . E’ orientato agli obiettivi e fa di tutto perché il gruppo converga su di loro. Incoraggia la squadra a stabilire strategie. E’ disposto ad operare al di fuori del ruolo definito intervenendo in aiuto degli altri. Condivide il successo con gli altri membri ed è aperto a nuove idee che possono modificare gli obiettivi comuni.

La presenza di un team leader può certamente influire positivamente sulla coesione di una squadra.
Il team leader è quell’atleta che per le sue qualità personali è in grado da solo di caricare l’umore di un intero spogliatoio e che spesso trascina anche dalla panchina i propri compagni a credere fino in fondo nei propri mezzi e li aiuta a battersi alla pari contro qualunque avversario.
Basta che quest’atleta si alleni con i compagni o sia in qualche modo presente a bordo campo: il team leader non deve obbligatoriamente scendere in partita, basta che sia presente fra i giocatori.

Esiste, dunque, un’influenza molto forte tra spirito di squadra e risultato della prestazione.
Vincere e raggiungere un obiettivo aumenta la coesione e un gruppo unito è più stabile e più “portato” ad una prestazione vincente.


Autore:
d.ssa Francesca Laghi
Psicologo Consaulenze Sportive